[3] Il signor Gallet, defunto

Il signor Gallet, defunto (titolo originale francese Monsieur Gallet, décédé, pubblicato in traduzione italiana anche coi titoli Maigret e il castellano e Il defunto signor Gallet).

Émile Gallet, domiciliato a Saint-Fargeau, viene trovato morto in una stanza d’albergo a Sancerre, apparentemente assassinato. Maigret si occupa dell’indagine che lo porta a scoprire la doppia vita del defunto: rappresentante di commercio agli occhi della moglie, Aurore Préjean, in realtà vive da anni di espedienti, con il nome di Clément, estorcendo piccole somme a nostalgici monarchici di Sancerre, tra cui il castellano Tiburce de Saint-Hilaire. Maigret sospetta di lui e del figlio della vittima, Henry. Gallet era però ricattato da qgalletualcuno che era a conoscenza della sua duplice identità, e per questo aveva stipulato un’assicurazione sulla vita a favore della moglie.

Maigret arriverà a risolvere il caso non “cercando l’assassino”, ma cercando di “conoscere la vittima”. Scopre che il ricattatore, Jacob, era in realtà a servizio di Henry e della sua amante, Eléonore Boursang. Scopre che per pagare loro aveva chiesto del denaro a Saint-Hilaire, il quale anni fa in Indocina aveva scambiato la propria identità con quella di Gallet stesso, appropriandosi della sua eredità. L’omicidio, alla fine, risulta un suicidio camuffato, che Gallet aveva messo in scena per far avere il premio assicurativo alla moglie. Il romanzo finisce con Maigret che ancora non ha deciso se farà il rapporto con tutta la verità.

Il romanzo è stato scritto a bordo dell’Ostrogoth a Morsang-sur-Seine nell’estate del 1930 e pubblicato per la prima volta in Francia, da Fayard, nella primavera successiva.

In Italia è apparso per la prima volta nel 1933, tradotto da Guido Cantini e pubblicato da Mondadori nella collana “I libri neri. I romanzi polizieschi di Georges Simenon” (n° 6)[1] e sempre per lo stesso editore è stato ripubblicato anche in altre collane o raccolte tra gli anni trenta e ottanta[2] (dal 1966 con il titolo Maigret e il castellano, nella traduzione di Elena Cantini, e dal 1988 nella traduzione di Lea Grevi). Nel 1994 è stato pubblicato presso Adelphi con il titolo Il defunto signor Gallet, tradotto da Elena Klersy Imbreciadori, nella collana dedicata al commissario (parte de “gli Adelphi”, al n° 68).

 

fonte : https://it.wikipedia.org/wiki/Il_signor_Gallet,_defunto

 



Categorie:Romanzi

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