[22] Un’ombra su Maigret

Quando Maigret una mattina si reca al lavoro trova ad attenderlo, per l’ennesima volta, Cécile Pardon, una ragazza bruttina e insignificante che già in passato ha voluto parlare al commissario per segnalare che qualcuno ogni tanto entra di notte nell’appartamento dove ella vive con una vecchia zia inferma e proprietaria dell’intero stabile. Il commissario fa osservare la casa da un poliziotto, ma senza nessun risultato. A un certo punto Cécile sparisce.
maigret_ombrasu_2Maigret, stupito per la scomparsa della ragazza, che ha lasciato un messaggio in cui scrive che “è avvenuta una tragedia”, si reca subito a casa delle due donne e trova la vecchia zia morta strangolata. In serata verrà poi scoperto anche il cadavere di Cécile, uccisa addirittura negli uffici della centrale di polizia giudiziaria.

Il commissario comincia l’indagine sul duplice omicidio concentrandosi sulla figura della zia, nata povera ma sposatasi con un ricco imprenditore edile e poi rimasta vedova, donna molto avara e morbosamente attaccata al denaro. Questa però ha accolto a casa sua anni prima i tre figli della sorella rimasti orfani, ma due di loro hanno abbandonato la casa appena possibile. Rimane in casa a servire la zia solo Cécile. Nello stesso stabile, proprio al piano di sotto, abita anche l’avvocato della proprietaria, che il commissario scoprirà essere anche un suo vecchio amante. Ricostruendo i movimenti di Cécile dalla notte precedente, Maigret scopre come i due delitti non siano stati commessi dalla stessa persona: autrice del primo è Cécile, che ha ucciso la zia in un accesso d’ira, dopo aver scoperto come questa si arricchisse con investimenti in case d’appuntamento per poi negare aiuto ai suoi parenti in difficoltà; la ragazza invece è stata a sua volta strangolata dall’avvocato, perché aveva scoperto, quella notte stessa, che questi, in combutta con la zia, aveva avvelenato il marito imprenditore per appropriarsi dell’eredità.

fonte : https://it.wikipedia.org/wiki/Un%27ombra_su_Maigret

La scheda dell’episodio con Gino Cervi si trova QUI

La “Tarte aux pommes” di Madame Maigret

[Questa è la ricetta della torta di mele che si mangiava  nei bistrot nella metà del secolo scorso.
NON è la classica torta di mele alta e soffice, ma una tarte, con una base di frolla non lievitata.]


Ingredienti: per una tortiera di 26 cm
275 g di farina 00
60 g di zucchero a velo
45 g di mandorle in polvere
185 g di burro
1,5 tuorli
cannella
2 cucchiai di zucchero semolato + quello per il caramello
1,5 kg di mele renette (o golden)

 

Tempo di preparazione: 60 minuti 

Preparazione:
Preparate la frolla mescolando la farina, lo zucchero a velo, la polvere di mandorle e il burro a pezzetti. Lavorate fino ad ottenere un composto sbriciolato. Aggiungete quindi i tuorli d’uovo. Lavorate il meno possibile, formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettete in frigo per un’oretta. Poi stendetela con il mattarello tra due fogli di carta forno e foderate la teglia (imburrata e zuccherata). Coprite con la pellicola e mettete in frigo per 30 minuti.

A forno caldo a 200° C  cuocere in bianco (vedi a fine articolo per saperne di più su questa tecnica di cottura) la frolla per 7 minuti: ricoprire con carta forno e ceci, quindi togliere ceci e carta forno e rimettere in forno per altri 3 minuti.

Con ½ kg di mele preparate una composta: sbucciatele e tagliatele in pezzetti. Mettetele sul fuoco per circa 15 minuti con un po’ di cannella, due cucchiai di zucchero e 100 ml di acqua. Frullate e ricoprire la frolla semi-cotta. Ricoprite il tutto con fettine di mela. Spolverare con uno o due cucchiai di zucchero semolato e spargere qualche fiocchetto di burro qua e là. Mettere in forno a 200° C per circa 30 minuti. A cottura ultimata spargere la superficie della torta con dello zucchero bianco e formare il caramello bruciando lo zucchero con il cannello. Ma se non avete il cannello potete sempre sciogliere un cucchiaio di marmellata di albicocche in un po’ d’acqua e lucidare la torta.

 


LA COTTURA IN BIANCO



La cottura in bianco è una tecnica pasticcera che ti permetterà di ottenere un guscio cotto di pasta frolla, di pasta brisèe o di pasta sfoglia. Una tecnica pasticcera molto facile che ti riuscirà sicuramente anche se non sei esperta in cucina.

Potrai completare successivamente la preparazione con ripieni che non hanno necessità di cottura o che devono cuocere solamente pochi minuti, inoltre ti permetteranno di utilizzare ripieni molto morbidi e di consistenza umida che potrebbe bagnare troppo la pasta e non farla cuocere a dovere.

Prima di procedere procurati dei legumi secchi (fagioli o ceci andranno benissimo) oppure puoi acquistare le sfere
apposite da riutilizzare tutte le volte che vorrai. Dovrai semplicemente mantenerle pulite e conservarle per la volta seguente. (Negozi di casalinghi o su Amazon)

Ti servirà inoltre un foglio di carta da forno o di alluminio su cui appoggerai i pesi prima della cottura.

Il peso delle sfere o dei legumi secchi serviranno a non far gonfiare la pasta che restando bassa, conterrà perfettamente il ripieno scelto risultando uniforme e con lo stesso spessore anche dopo il taglio.

Ecco come fare la cottura in bianco in modo semplicissimo e veloce:

Stendi la pasta e fodera il fondo e le pareti dello stampo.
Punzecchia il fondo della pasta con i rebbi di una forchetta.
Copri completamente (fondo e bordi) con un foglio di carta da forno o di alluminio.
Metti sulla carta abbondanti legumi secchi o le apposite sfere.
Il peso dei legumi servirà a non far gonfiare la pasta durante la cottura.
A cottura ultimata fai raffreddare il guscio.
Elimina i pesi e la carta.
Proseguite e termina la preparazione come indica la tua ricetta.

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Audio Maigret

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Come promesso “secoli fa” agli amici della pagina Facebook, riprendiamo daccapo questo piccolo percorso alla scoperta di un Maigret senza immagini: stiamo parlando dell’audio originale estrapolato dallo sceneggiato e convertito in formato audio MP3 pronto per essere caricato sui vari lettori in dotazione ormai alla maggior parte di noi.

Abbiamo convertito tutti  i filmati in nostro possesso e siamo lieti di condividerli con voi.

Mancando assolutamente il video, speriamo possiate accontentarvi di ascoltare (in attesa di tempi migliori) l’audio dell’unica inchiesta portata sul grande schermo da Gino Cervi : 

>> MAIGRET A PIGALLE <<

 

Un particolare ringraziamento all’amico  Lellos68

 

Poulet Célestine

prQuesto piatto viene nominato dal commissario Maigret nell’episodio “Il pazzo di Bergerac” (non date retta alle sue critiche, il procedimento è quello che vi spiega Madame Maigret qui sotto.)

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INGREDIENTI
PER 6 PERSONE

  • 1 pollo già mondato da circa 1,5 kg
  • 200 g di funghi champignon
  • 70 g di burro
  • 3 pomodori
  • 2 spicchi di aglio
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • 1,5 dl di brodo di pollo
  • 2 dl di vino bianco
  • 3 cucchiai di cognac
  • sale
  • pepe
  • 4 rametti di maggiorana per guarnire (facoltativi)

Mondate e lavate i funghi, poi riduceteli a pezzi se necessario. Sbollentate i pomodori, sbucciateli e tagliateli a dadi.

Tagliate il pollo a pezzi e metteteli a rosolare su fiamma viva in una casseruola con il burro spumeggiante, mescolando spesso.

Unite i funghi, i pomodori e lasciate insaporire per 5 minuti, sempre mescolando. Sfumate con il vino e il cognac, salate, pepate a piacere e bagnate con il brodo bollente, quindi abbassate la fiamma, incoperchiate e lasciate cuocere per circa 40 minuti.

Al momento di servire, disponete il pollo con il suo intingolo nei piatti singoli, cospargetelo con il prezzemolo e l’aglio, sbucciato e tritato.

Potete guarnire la preparazione a piacere con un poco di maggiorana.

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[21] La casa del giudice

A causa di non meglio precisati problemi politici nel suo dipartimento, Maigret viene assegnato (esiliato, quasi) a Luçon in Vandea. Viene contattato da Adine Hulot, una maigret_casadelgiudicevecchia impicciona che afferma di avere visto un cadavere sul pavimento della camera da letto della casa del giudice Forlacroix a L’Aiguillon-sur-Mer, un piccolo paese di pescatori di cozze. La sera stessa Maigret si reca a L’Aiguillon e coglie il giudice nell’atto di trascinare un cadavere fuori dalla sua casa per sbarazzarsene in mare.

Maigret indaga partendo dalla famiglia del giudice, dalla figlia Lise, malata di mente e affetta da ninfomania, e dal figlio Albert che suggerisce al commissario di indagare su Marcel Airaud, ingenuo e rozzo pescatore, nonché amante di Lisa. Intanto si scopre l’identità della vittima, il dottor Émile Janin, medico a Nantes. I primi sospetti cadono ovviamente proprio sul giudice, che confessa effettivamente un omicidio perpetrato anni prima a Versailles ai danni dell’allora amante della moglie e vero padre di Albert.

 

fonte :  https://it.wikipedia.org/wiki/Maigret_e_la_casa_del_giudice

La Vichyssoise

Questo piatto compare nel romanzo “Maigret si difende”, mentre nell’adattamento televisivo (“Maigret sotto inchiesta”) non viene menzionato.  E’ comunque un piatto interessante e ve lo proponiamo.

Finirono per scegliere una Vichyssoise rinfrescante e dell’anatra all’arancia, piatto del giorno. ” [Maigret se défende]

 

Ingredienti per 4 persone :

200 gr di porri
200 gr di patate
1 lt brodo di pollo
125 ml panna fresca
sale e pepe
erba cipollina tritata

vicPreparazione: Tritare i porri e farli appassire nel burro, aggiungere le patate sbucciate e tagliate a tocchetti, coprire il tutto con il brodo di pollo e portare a cottura. Frullare la minestra con il frullatore a immersione fino ad ottenere una crema ed aggiungere la panna mescolando bene fino a quando sarà perfettamente amalgamata al composto, scaldare ancora un pochino per legare il tutto ed infine versare la crema nelle tazze guarnendo con l’erba cipollina ed il pepe.

Maigret, l’antidetective con la libertà di non pensare

[Riportiamo un bellissimo articolo scritto da Massimo Raffaeli per “Avvenire.it” ]


Il personaggio creato dalla penna di Simenon non si forma opinioni né costruisce ipotesi ma pazientemente aspetta. E la verità viene a galla completa come un’illuminazione.

Nel senso comune dei lettori Jules Maigret non è un personaggio ma una persona, privilegio di una silhouette talmente definita da potersi sottrarre nell’immaginario popolare alla tutela come alla bibliografia di un autore, Georges Simenon, che è oggi celebrato tra i massimi del Novecento.

MaigretI romanzi e i racconti intitolati al commissario del Quais des Orfèvres sono un centinaio eppure Maigret è uno solo. È un individuo di mezza età, orfano e provinciale dell’Allier, entrato in polizia nell’imminenza della Grande Guerra, un ex studente di medicina con una spiccata vocazione semiotica, un uomo d’ordine senza essere un reazionario, proprietario di un appartamento al 132 del Boulevard Charles-Lenoir e coniugato senza figli con una fuoriclasse del coq au vin, la stessa cui immancabilmente si rivolge chiamandola, con deferenza asessuata e sottaciuto narcisismo, Signora Maigret. (Che il commissario sia una persona prima che un personaggio lo sanno non soltanto i lettori ma persino gli specialisti come Jules Lacassin che infatti ne pubblicò una ordinata biografia, in italiano da Medusa, La vera nascita di Maigret, deducendola dalla vasta produzione che Simenon definiva, con qualche affettazione, “semiletteraria” o “semialimentare”: tanto per dire, Pietr il lettone, che è l’incipit maigrettiano, precede di un anno appena I Pitard, 1932, uno dei capolavori del Simenon senza ulteriori aggettivi).

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La zuppa di cipolle

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Ingredienti per 4 porzioni
  • 500 grammi di cipolle
  • un cucchiaio di farina
  • brodo di carne
  • burro
  • pane raffermo
  • due bicchierini di Madera
  • groviera
  • 2 uova
  • sale
  • pepe

Preparazione

Far soffriggere dolcemente le cipolle tagliate a fettine.

Spolverizzare poi con un cucchiaio di farina mescolando lentamente.

Lasciare rosolare il composto.

chef-icon-33Bagnare quindi con un po’ del brodo di carne, aggiustare di sale e pepe e far bollire per 30 minuti.

Passare quindi la zuppa al setaccio.

A parte far dorare al burro alcune fette sottili di pane raffermo.

In una pentola di terracotta versare sul fondo un bicchierino di Madera.

Disporre a strati le fettine di pane alternandole con il groviera grattugiato, terminando con il groviera.

Battere con vigore due uova in una ciotola, con un dito di madera e versare il tutto nel brodo bollente, mescolandolo bene.

Versare allora il brodo nel recipiente e passarlo in forno caldo (220°) lasciandolo gratinare.

Galateo degli spaghetti

Per gli italiani è naturale mangiare gli spaghetti, avvolgendoli sui rebbi della forchetta portandoli poi alla bocca, ma cosa prevede il moderno  galateo su questo insostituibile primo piatto, tipico della cucina italiana ?

 

 

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Libro rinvenuto in un cassetto della scrivania del giudice Ancelin

Nonostante siano passati moltissimi anni dalla sua stesura originale, il galateo, quella sorta di vademecum che ha insegnato, a generazioni e generazioni di persone, le buone maniere in ogni ambito della vita, tavola compresa, è ancora estremamente attuale. Tra tutte le varie regole ivi presenti, uno dei quesiti che ci si pone più spesso, specialmente in occasione di una cena speciale per un’occasione particolare, è il metodo ideale per mangiare gli spaghetti a tavola, occasione che può creare non pochi imbarazzi fra i commensali, specialmente se si tratta di una cena o pranzo di lavoro, e la confidenza è ancora poca. Come farlo rispettando le buone norme imposte dal galateo?

Ricordate sempre che gli spaghetti e la pasta lunga in generale, si mangiano esclusivamente con la forchetta, che va tenuta leggermente inclinata, non si possono per alcun motivo tagliare con il coltello, né potrete usare il cucchiaio per agevolarvi durante la presa della pasta dal vostro piatto.

 

 

 

Maigret e il chierichetto [radio]

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Non è il nostro Maigret, ma vi invitiamo ad ascoltare, a noi dello staff sembra decisamente un buon prodotto, il cast vede attori “mostri sacri” del teatro, per cui non ci sembra sacrilego proporlo qui.

Questo radiosceneggiato (meglio conosciuto in tv come “Il cadavere scomparso”)  è andato in onda alla radio a partire dal 1985 (l’emittente è sempre la stessa per cui potrebbe sparire come lo sceneggiato)

Con AlbertoLionello, Erika Blanc, Riccardo Garrone, Mario Colli, Pia Morra, Vinni Riva, Stefania Spugnini.
Sceneggiatura, dialoghi e regia di Umberto Ciappetti.