Entrecôte bordelaise

Vi proponiamo una ricetta  la cui realizzazione è semplice, quasi imbarazzante, ma, parola di Louise, golosissima per gli appassionati di carne  (il midollo di bue fa la differenza, non storcete il naso, che vi vedo !)


 

Ingredienti (per due persone): 

  • 1 fetta di controfiletto da 250 g
  • 100g di midollo di bue
  • 30g di burro
  • 200ml di vino rosso francese
  • Mezzo scalogno
  • Erbe a piacere (consigliati alloro, prezzemolo, timo)
  • Sale, pepe, olio.

Preparazione : 

Salare e pepare bene la carne, mettere dell’olio in una padella e quando è caldo far entrecote-a-la-bordelaise-md-343585p556719rosolare bene le fette di carne, rigirandole quando hanno preso colore.
Stendere sul lato rosolato della carne un trito di erbe, metà dello scalogno e il midollo tagliato a pezzetti; lasciar cuocere i controfiletti per due minuti e poi metterli su un piatto da portata al caldo senza far cadere il trito.
Togliere il grasso rimasto nella padella e metterci lo scalogno, il vino e lasciarlo ridurre un po’, poi aggiungere il burro e mescolare. Servire con la carne.


 

 

Audio Maigret

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Come promesso “secoli fa” agli amici della pagina Facebook, riprendiamo daccapo questo piccolo percorso alla scoperta di un Maigret senza immagini: stiamo parlando dell’audio originale estrapolato dallo sceneggiato e convertito in formato audio MP3 pronto per essere caricato sui vari lettori in dotazione ormai alla maggior parte di noi.

Abbiamo convertito tutti  i filmati in nostro possesso e siamo lieti di condividerli con voi.

Mancando assolutamente il video, speriamo possiate accontentarvi di ascoltare (in attesa di tempi migliori) l’audio dell’unica inchiesta portata sul grande schermo da Gino Cervi : 

>> MAIGRET A PIGALLE <<

 

Un particolare ringraziamento all’amico  Lellos68

 

Châteauneuf du Pape

 


[Un vino Châteauneuf du Pape viene menzionato da Maigret, sul vagone restaurant nell’episodio “Il pazzo di Bergerac“, insieme al “Pollo Celèstine“.]


Châteauneuf-du-Pape è il centro più rinomato della vasta zona della valle del Rodano meridionale, occupa 3’167 ettari di vigneti sparsi nell’omonimo comune ed in alcuni vigneti di altri 4 comuni limitrofi. Châteauneuf-du-Pape, Bédarrides, Courthézon, Orange e Sorgues sono tutti situati a qualche chilometro a nord di Avignone nella parte più a sud della regione. La denominazione appare geograficamente come un vasto altopiano a forma di quadrilatero delimitato ad ovest dal Rodano, a sud dall’Ouvéze, uno dei suoi piccoli affluenti, ad est è definita dall’autostrada che conduce da Orange a Bédarrides, mentre a nord è limitata dall’agglomerato di Orange.


chateauneuf-du-pape-376x400La Grenache e altre 12 varietà
Dalla creazione della denominazione il disciplinare prevede l’utilizzo di ben 13 vitigni che possono concorrere alla composizione dei suoi vini bianchi e rossi. Le pubblicità evocano con enfasi questa caratteristica che trova, nella parte meridionale della Côte du Rhône, una grande tradizione nella creazione di uvaggi. Oggi la quasi totalità dei vini rossi di Châteauneuf-du-Pape sono elaborati da una percentuale di Grenache noir variante tra il 50 ed il 100%. La Syrah gioca un ruolo di complemento, mentre la Mourvedre ed il Cinsault intervengono per delle cuvées destinate al mercato americano. I bianchi sono marcati da una maggiore varietà di vitigni tra cui spiccano la Grenache blanc, Bourboulenc, Clairette e Roussane.

La Grenache è di colore intenso, grazie alla sua ricchezza di zuccheri da vini di elevato grado alcolico e morbidezza. Sul piano aromatico presentano note di frutta nera, cioccolato a cui si associano delicate sfumature floreali; con l’invecchiamento il bouquet propone ricordi di cuoio e fiori secchi. Al gusto domina la morbidezza in quanto il potenziale alcolico prevale sulla debole acidità; i migliori presentano una trama tannica di curata finezza. Qui la Grenache invecchia bene almeno 15-20 ani nelle migliori annate.

La Syrah è il complemento tradizionale nella maggioranza delle cuvées, in questa area della valle non esprime la stessa forte personalità come sui ripidi terreni granitici della zona settentrionale. I vini conferiscono all’assembalggio colore, eleganza, equilibrio di acidità e struttura; in annate particolarmente secche può soffrire la siccità.

La Mourvèdre per dare ottimi risultati necessità una coltivazione accurata ed un rendimento limitato, in quanto gli acini per perdere una certa rusticità devono essere vendemmiati molto maturi così da esprimere la grande intensità aromatica ed ottima struttura. Si comprende così perché un grande numero di vignaioli preferiscono evitare tutti i rischi dati da questa varietà, anche se la cuvée Hommage à Jacques Perrin di Château Beaucastel è composta in maggioranza da Mourvèdre, un grande vino in grado di esprimere tutto il potenziale di questo vitigno nel territorio di Châteauneuf.

Malgrado la sua dimensione il vigneto di Châteauneuf-du-Pape non è mai stato oggetto di alcuna classificazione del proprio territorio, come successo nella maggioranza del vigneto francese. Infatti salvo qualche grande storico “domaine” la maggiore parte delle proprietà sono estremamente frammentate ed i vini sono assemblati con uve vendemmiate in zone diverse della denominazione. Solo il 40% dei 100’000 ettolitri di vino prodotto è imbottigliato e commercializzato sotto l’etichetta della proprietà, mentre ben il 60% è venduto alle aziende commerciali che dopo aver composto le varie cuvées le commercializzano con le proprie etichette. Questo spiega la capacità di varie aziende come Etienne Guigal di produrre oltre 4 milioni di bottiglie annue con una superficie di proprietà lavorata di soli 30 ettari, proponendo vini che spaziano tra tutte le denominazione della Valle del Rodano.

La qualità dei vini è assai variabile: può essere più o meno complesso, più o meno strutturato, più o meno longevo a seconda le varietà e le percentuali usate nell’assemblaggio. Il fatto che Château Beucastel utilizza nelle cuvées tute le varietà ammesse, mentre Château Rays e La Bernardine producono i loro vini unicamente con Grenache conferma la grande diversità tra i prodotti.

I vini
Lo stile dei vini, per il 95% rossi, è caratterizzato da una morbidezza e generosità con un evidente grado alcolico elevato (spesso oltre i 14°) ed una acidità abbastanza bassa, aspetti che nei migliori vini non sconfinano in pesantezza ed alcolicità. Le migliori cuvées sono di un rosso intenso; un bouquet complesso di frutti rossi, cuoio, liquirizia, spezie e leggermente balsamico; al gusto sono caldi, morbidi ed untuosi, terminano con un lungo ed ampio il finale. Generalmente il periodo ideale di consumo varia tra i 5 e 10 anni, anche se in annate speciali hanno capacità ben superiori. I bianchi ottenuti da un assemblaggio tra Grenache Blanc, Clairette e Bourboulenc presentano un colore giallo brillante tendente al dorato; sviluppa fini sfumature floreali; al gusto presentano sensazioni equilibrate, buona freschezza ed un piacevole finale; solitamente sono vini da consumare tra i 3 e i 5 anni.

Vini: rossi 95%, bianchi 5%
Vitigni: grenache, syrah, mourvèdre, counoise, cinsault, vaccarèse, terret noir, clairette, picpoul, picardan, bourboulenc, roussanne.
Superficie: 3’167 ha.
Resa per ettaro: 35 hl.
Produzione annua: 97’406 hl.

La Vichyssoise

Questo piatto compare nel romanzo “Maigret si difende”, mentre nell’adattamento televisivo (“Maigret sotto inchiesta”) non viene menzionato.  E’ comunque un piatto interessante e ve lo proponiamo.

Finirono per scegliere una Vichyssoise rinfrescante e dell’anatra all’arancia, piatto del giorno. ” [Maigret se défende]

 

Ingredienti per 4 persone :

200 gr di porri
200 gr di patate
1 lt brodo di pollo
125 ml panna fresca
sale e pepe
erba cipollina tritata

vicPreparazione: Tritare i porri e farli appassire nel burro, aggiungere le patate sbucciate e tagliate a tocchetti, coprire il tutto con il brodo di pollo e portare a cottura. Frullare la minestra con il frullatore a immersione fino ad ottenere una crema ed aggiungere la panna mescolando bene fino a quando sarà perfettamente amalgamata al composto, scaldare ancora un pochino per legare il tutto ed infine versare la crema nelle tazze guarnendo con l’erba cipollina ed il pepe.

La zuppa di cipolle

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Ingredienti per 4 porzioni
  • 500 grammi di cipolle
  • un cucchiaio di farina
  • brodo di carne
  • burro
  • pane raffermo
  • due bicchierini di Madera
  • groviera
  • 2 uova
  • sale
  • pepe

Preparazione

Far soffriggere dolcemente le cipolle tagliate a fettine.

Spolverizzare poi con un cucchiaio di farina mescolando lentamente.

Lasciare rosolare il composto.

chef-icon-33Bagnare quindi con un po’ del brodo di carne, aggiustare di sale e pepe e far bollire per 30 minuti.

Passare quindi la zuppa al setaccio.

A parte far dorare al burro alcune fette sottili di pane raffermo.

In una pentola di terracotta versare sul fondo un bicchierino di Madera.

Disporre a strati le fettine di pane alternandole con il groviera grattugiato, terminando con il groviera.

Battere con vigore due uova in una ciotola, con un dito di madera e versare il tutto nel brodo bollente, mescolandolo bene.

Versare allora il brodo nel recipiente e passarlo in forno caldo (220°) lasciandolo gratinare.

Galateo degli spaghetti

Per gli italiani è naturale mangiare gli spaghetti, avvolgendoli sui rebbi della forchetta portandoli poi alla bocca, ma cosa prevede il moderno  galateo su questo insostituibile primo piatto, tipico della cucina italiana ?

 

 

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Libro rinvenuto in un cassetto della scrivania del giudice Ancelin

Nonostante siano passati moltissimi anni dalla sua stesura originale, il galateo, quella sorta di vademecum che ha insegnato, a generazioni e generazioni di persone, le buone maniere in ogni ambito della vita, tavola compresa, è ancora estremamente attuale. Tra tutte le varie regole ivi presenti, uno dei quesiti che ci si pone più spesso, specialmente in occasione di una cena speciale per un’occasione particolare, è il metodo ideale per mangiare gli spaghetti a tavola, occasione che può creare non pochi imbarazzi fra i commensali, specialmente se si tratta di una cena o pranzo di lavoro, e la confidenza è ancora poca. Come farlo rispettando le buone norme imposte dal galateo?

Ricordate sempre che gli spaghetti e la pasta lunga in generale, si mangiano esclusivamente con la forchetta, che va tenuta leggermente inclinata, non si possono per alcun motivo tagliare con il coltello, né potrete usare il cucchiaio per agevolarvi durante la presa della pasta dal vostro piatto.

 

 

 

Maigret e il chierichetto [radio]

radioscene

Non è il nostro Maigret, ma vi invitiamo ad ascoltare, a noi dello staff sembra decisamente un buon prodotto, il cast vede attori “mostri sacri” del teatro, per cui non ci sembra sacrilego proporlo qui.

Questo radiosceneggiato (meglio conosciuto in tv come “Il cadavere scomparso”)  è andato in onda alla radio a partire dal 1985 (l’emittente è sempre la stessa per cui potrebbe sparire come lo sceneggiato)

Con AlbertoLionello, Erika Blanc, Riccardo Garrone, Mario Colli, Pia Morra, Vinni Riva, Stefania Spugnini.
Sceneggiatura, dialoghi e regia di Umberto Ciappetti.

Beaujolais nouveau

bea

Il Beaujolais nouveau è un popolare vino novello rosso francese (basato sul vitigno Gamay), prodotto nel Beaujolais (che è un’area AOC, ovvero appellation d’origine contrôlée, analoga all’italiana DOC), nei pressi di Lione. La capitale storica della regione del Beaujolais è Beaujeu. Vi sono dieci crus di vino beaujoulais, prodotti a nord, sulle colline granitiche dell’Haut-Beaujoulais, ma il Beaujoulais più conosciuto, e di gran lunga il più bevuto, è il Beaujolais nouveau (o primeur), il giovane vino rosso novello, vinificato con uve provenienti dal Beaujolais AOC, ma escludendo le uve dei 10 più pregiati cru. Il processo di produzione (macerazione carbonica) è stato scoperto quasi casualmente negli anni ’30: esperimenti fatti alla ricerca di un metodo di conservazione dell’uva, in contenitori saturi di anidride carbonica, hanno portato all’inaspettato risultato di ottenere un mosto particolare, la cui fermentazione portò al primo “Nouveau”.

maigret-mangiaLa moda del Beaujolais nouveau, alimentata da imponenti campagne di marketing, ha da tempo oltrepassato i confini francesi. A partire dalla mezzanotte del terzo giovedì di novembre di ogni anno, il Beaujolais nouveau viene spedito in tutto il mondo, per accontentare tutti coloro che vogliono togliersi il capriccio di bere questo vino novello.

I Vigneti della Côte beaujolais coprono un’area di oltre 20.000 ettari. Le viti, ad alberello, sono tozze e basse e differenti da quelle coltivate più a nord. La lunga, ondulata catena dei monti del Beaujoulais, la più alta cima dei quali, il monte Saint-Rigaud, raggiunge i 1.009 m s.l.m., protegge i pendii che guardano a est, verso la Saona.

Maigret e il cane giallo : Fotoromanzo !

Tratto dall’omonimo romanzo di Georges Simenon, del 1931, fotoromanzo originale con Gino Cervi, Laila Regazzi e Alberto Anelli per la regia di Sirio Magni, dal quale non fu tratta alcuna edizione televisiva della serie di sceneggiati de “Le inchieste del Commissario Maigret”.
Maigret è chiamato a Concarneau, per indagare sull’enigmatico ferimento del famoso commerciante di vini locale, Mostaguen.
Quello di Mostaguen è solo il primo di una serie di omicidi, o tentati omicidi, che coinvolgono il gruppo di amici del commerciante, tutti esponenti di spicco della città. Maigret segue la sua pista, in qualche modo guidato da un bizzarro cane giallo sempre presente nei momenti e suoi luoghi degli omicidi.

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