[25] Maigret e la ragazza di provincia

PROVAMaigret si trova ad indagare, questa volta a titolo privato, nuovamente fuori Parigi, più precisamente a Saint-Aubin-les-Marais, villaggio immaginario nei pressi di Niort, maigret_ragazzaprovincia_3in Vandea. Étienne Naud, cognato del giudice Bréjon, è accusato dell’omicidio di Albert Retailleau. Un altro poliziotto indaga sugli stessi accadimenti: è l’ispettore Cavre, che aveva lavorato per vent’anni con Maigret, costretto a dimettersi a causa di non meglio precisati problemi causati da sua moglie, e sarcasticamente soprannominato Cadavre dai suoi ex colleghi. Cavre ignora Maigret: i due si sfiorano, sembrano seguire le stesse piste, ma non si rivolgono la parola. In città nessuno vuole aiutare il commissario a sbrogliare la matassa, ad eccezione di uno giovane, Louis Fillou, amico della vittima. Albert era stato l’amante di Geneviève Naud ed era andato a trovarla proprio la notte in cui è stato ucciso, per dirle che voleva interrompere la relazione.

 

fonte : https://it.wikipedia.org/wiki/Maigret_e_la_ragazza_di_provincia

[24] La ragazza di Maigret

Jules Lepie, alias “Gambadilegno”, è stato ucciso nella sua casa in campagna, con un colpo di rivoltella. Per Maigret, incaricato nelle indagini, sembra un caso davvero maigret_ragazza_2semplice, ma non sa che dovrà confrontarsi, in un duello d’astuzia e di intelligenza, con un personaggio che gli darà più filo da torcere che i grandi criminali da lui arrestati: Félicie, la cameriera-governante del vecchio Lapie, una ragazza di 24 anni insieme candida e smaliziata, testarda e illusa, ma che a Maigret in fondo è simpatica.
Alla fine capisce che lei è innamorata di un certo Jacques Pétillon, che ha visto nei dintorni di casa il giorno del delitto, ma che vuole proteggere, pur credendolo colpevole. In realtà lui ha solo accompagnato Albert Babeau, detto «il Musicista» a recuperare una somma in grossi biglietti di banca che questi aveva nascosto a casa di Lepie, prima di essere arrestato (ora ha scontato la pena ed è tornato a vivere a Pigalle). Jacques, che alla fine Félicie è contenta di scoprire innocente, avrebbe dovuto solo intrattenere Lepie in giardino, ma qualcosa è andato storto.

 

fonte : https://it.wikipedia.org/wiki/La_ragazza_di_Maigret

Galette bretonne complète

 

INGREDIENTI

125 gr farina di grano saraceno
2.5 dl latte intero
6 uova
1 cucchiaino aceto bianco
150 gr gruyere
4 fette prosciutto cotto
q.b. burro
q.b. sale
q.b. pepe


La galette bretonne è la regina di tutte le crepes salate! Di tradizione francese, come lecucina più conosciute crepes Suzette e le omelette, si prepara con farina di grano saraceno, uova e latte intero. Non si piega a triangolo, nè a metà, ma a forma di rettangolo e può essere farcita in tanti modi differenti. Nella ricetta originale “complète” è ripiena di prosciutto, formaggio filante e uova.


Preparazione (è davvero alla portata di tutti)

1) Fai la pastella. Mescola il latte con l’aceto in una ciotolina e lascialo riposare per circa 10 minuti, mescolando di tanto in tanto. Disponi la farina in una grande ciotola, aggiungi il latte preparato a filo, un pizzico di sale, 1 cucchiaino di burro fuso e 2 uova. Monta bene, in modo da ottenere una pastella liscia e omogenea. Fai riposare per 30 minuti.

2) Cuoci la prima galette. Grattugia il gruyère con una grattugia a fori grossi. Scalda la piastra, ungila uniformemente con poco burro, aiutandoti con un pezzetto di carta da cucina. Versa 1/4 di pastella al centro della piastra, distribuiscila su tutta la superficie e cuoci la galette, finché i bordi inizieranno a dorare e a sollevarsi.

3) Completa e servi. Gira la galette bretonne con una spatola, rompi al centro 1 uovo, disponi intorno 1 fetta di prosciutto a pezzi e 1/4 del formaggio grattugiato. Prosegui la cottura per 2-3 minuti, in modo che l’albume risulti cotto. Regola di sale e pepe e piega i bordi della crepes di grano saraceno verso il centro, in modo da ottenere un quadrato.

4) Trasferisci la galette bretonne complète in forno caldo, ma spento, e preparane subito altre 3 con lo stesso procedimento.

 

galette-bretonne-complete-bretagne

 

[22] Un’ombra su Maigret

Quando Maigret una mattina si reca al lavoro trova ad attenderlo, per l’ennesima volta, Cécile Pardon, una ragazza bruttina e insignificante che già in passato ha voluto parlare al commissario per segnalare che qualcuno ogni tanto entra di notte nell’appartamento dove ella vive con una vecchia zia inferma e proprietaria dell’intero stabile. Il commissario fa osservare la casa da un poliziotto, ma senza nessun risultato. A un certo punto Cécile sparisce.
maigret_ombrasu_2Maigret, stupito per la scomparsa della ragazza, che ha lasciato un messaggio in cui scrive che “è avvenuta una tragedia”, si reca subito a casa delle due donne e trova la vecchia zia morta strangolata. In serata verrà poi scoperto anche il cadavere di Cécile, uccisa addirittura negli uffici della centrale di polizia giudiziaria.

Il commissario comincia l’indagine sul duplice omicidio concentrandosi sulla figura della zia, nata povera ma sposatasi con un ricco imprenditore edile e poi rimasta vedova, donna molto avara e morbosamente attaccata al denaro. Questa però ha accolto a casa sua anni prima i tre figli della sorella rimasti orfani, ma due di loro hanno abbandonato la casa appena possibile. Rimane in casa a servire la zia solo Cécile. Nello stesso stabile, proprio al piano di sotto, abita anche l’avvocato della proprietaria, che il commissario scoprirà essere anche un suo vecchio amante. Ricostruendo i movimenti di Cécile dalla notte precedente, Maigret scopre come i due delitti non siano stati commessi dalla stessa persona: autrice del primo è Cécile, che ha ucciso la zia in un accesso d’ira, dopo aver scoperto come questa si arricchisse con investimenti in case d’appuntamento per poi negare aiuto ai suoi parenti in difficoltà; la ragazza invece è stata a sua volta strangolata dall’avvocato, perché aveva scoperto, quella notte stessa, che questi, in combutta con la zia, aveva avvelenato il marito imprenditore per appropriarsi dell’eredità.

fonte : https://it.wikipedia.org/wiki/Un%27ombra_su_Maigret

La scheda dell’episodio con Gino Cervi si trova QUI

La “Tarte aux pommes” di Madame Maigret

[Questa è la ricetta della torta di mele che si mangiava  nei bistrot nella metà del secolo scorso.
NON è la classica torta di mele alta e soffice, ma una tarte, con una base di frolla non lievitata.]


Ingredienti: per una tortiera di 26 cm
275 g di farina 00
60 g di zucchero a velo
45 g di mandorle in polvere
185 g di burro
1,5 tuorli
cannella
2 cucchiai di zucchero semolato + quello per il caramello
1,5 kg di mele renette (o golden)

 

Tempo di preparazione: 60 minuti 

Preparazione:
Preparate la frolla mescolando la farina, lo zucchero a velo, la polvere di mandorle e il burro a pezzetti. Lavorate fino ad ottenere un composto sbriciolato. Aggiungete quindi i tuorli d’uovo. Lavorate il meno possibile, formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettete in frigo per un’oretta. Poi stendetela con il mattarello tra due fogli di carta forno e foderate la teglia (imburrata e zuccherata). Coprite con la pellicola e mettete in frigo per 30 minuti.

A forno caldo a 200° C  cuocere in bianco (vedi a fine articolo per saperne di più su questa tecnica di cottura) la frolla per 7 minuti: ricoprire con carta forno e ceci, quindi togliere ceci e carta forno e rimettere in forno per altri 3 minuti.

Con ½ kg di mele preparate una composta: sbucciatele e tagliatele in pezzetti. Mettetele sul fuoco per circa 15 minuti con un po’ di cannella, due cucchiai di zucchero e 100 ml di acqua. Frullate e ricoprire la frolla semi-cotta. Ricoprite il tutto con fettine di mela. Spolverare con uno o due cucchiai di zucchero semolato e spargere qualche fiocchetto di burro qua e là. Mettere in forno a 200° C per circa 30 minuti. A cottura ultimata spargere la superficie della torta con dello zucchero bianco e formare il caramello bruciando lo zucchero con il cannello. Ma se non avete il cannello potete sempre sciogliere un cucchiaio di marmellata di albicocche in un po’ d’acqua e lucidare la torta.

 


LA COTTURA IN BIANCO



La cottura in bianco è una tecnica pasticcera che ti permetterà di ottenere un guscio cotto di pasta frolla, di pasta brisèe o di pasta sfoglia. Una tecnica pasticcera molto facile che ti riuscirà sicuramente anche se non sei esperta in cucina.

Potrai completare successivamente la preparazione con ripieni che non hanno necessità di cottura o che devono cuocere solamente pochi minuti, inoltre ti permetteranno di utilizzare ripieni molto morbidi e di consistenza umida che potrebbe bagnare troppo la pasta e non farla cuocere a dovere.

Prima di procedere procurati dei legumi secchi (fagioli o ceci andranno benissimo) oppure puoi acquistare le sfere
apposite da riutilizzare tutte le volte che vorrai. Dovrai semplicemente mantenerle pulite e conservarle per la volta seguente. (Negozi di casalinghi o su Amazon)

Ti servirà inoltre un foglio di carta da forno o di alluminio su cui appoggerai i pesi prima della cottura.

Il peso delle sfere o dei legumi secchi serviranno a non far gonfiare la pasta che restando bassa, conterrà perfettamente il ripieno scelto risultando uniforme e con lo stesso spessore anche dopo il taglio.

Ecco come fare la cottura in bianco in modo semplicissimo e veloce:

Stendi la pasta e fodera il fondo e le pareti dello stampo.
Punzecchia il fondo della pasta con i rebbi di una forchetta.
Copri completamente (fondo e bordi) con un foglio di carta da forno o di alluminio.
Metti sulla carta abbondanti legumi secchi o le apposite sfere.
Il peso dei legumi servirà a non far gonfiare la pasta durante la cottura.
A cottura ultimata fai raffreddare il guscio.
Elimina i pesi e la carta.
Proseguite e termina la preparazione come indica la tua ricetta.

tarte-aux-pommes-a-l-alsacienne

 


 

La Vichyssoise

Questo piatto compare nel romanzo “Maigret si difende”, mentre nell’adattamento televisivo (“Maigret sotto inchiesta”) non viene menzionato.  E’ comunque un piatto interessante e ve lo proponiamo.

Finirono per scegliere una Vichyssoise rinfrescante e dell’anatra all’arancia, piatto del giorno. ” [Maigret se défende]

 

Ingredienti per 4 persone :

200 gr di porri
200 gr di patate
1 lt brodo di pollo
125 ml panna fresca
sale e pepe
erba cipollina tritata

vicPreparazione: Tritare i porri e farli appassire nel burro, aggiungere le patate sbucciate e tagliate a tocchetti, coprire il tutto con il brodo di pollo e portare a cottura. Frullare la minestra con il frullatore a immersione fino ad ottenere una crema ed aggiungere la panna mescolando bene fino a quando sarà perfettamente amalgamata al composto, scaldare ancora un pochino per legare il tutto ed infine versare la crema nelle tazze guarnendo con l’erba cipollina ed il pepe.

Maigret a tavola: pollo al vino

pollo

Questo piatto viene citato nell’episodio “Un’ombra su Maigret”

(In lingua Francese “Coq au vin”)

Ingredienti per 4 persone :

1 grosso pollo pulito e tagliato a pezzi

300 ml. di vino rosso leggero (meglio evitare vini troppo corposi)

200 gr. di funghi champignon (freschi o congelati)

60 gr. di burro

farina q.b.

prezzemolo q.b.

olio di oliva q.b.

sale e pepe.

Preparazione :

LAVATE il pollo sotto l’acqua corrente e asciugatelo con cura con della carta assorbente da cucina. Salatelo, pepatelo e infarinatelo in modo uniforme.
SCIOGLIETE il burro in un tegame ampio dai bordi alti con 2 cucchiai di olio. Quando maigret-mangiainizia a sfrigolare, unite i pezzi di pollo e lasciateli rosolare uniformemente, girandoli spesso per evitare che si attacchino.
BAGNATE il pollo con il vino. Mettete il coperchio e fate cuocere a fiamma bassa per circa 40 minuti, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno.
PULITE i funghi freschi: togliete la parte con la terra e sciacquateli con delicatezza, uno per uno, sotto l’acqua corrente. Asciugateli con della carta assorbente da cucina. Tagliateli a fette piuttosto spesse.
UNITE i funghi al pollo e proseguite la cottura per circa 15 minuti. Regolate di sale e pepe e mescolate bene.
METTETE il pollo con i funghi sul piatto di portata. Alzate la fiamma sotto la pentola e fate ridurre il fondo di cottura. Una volta addensato, versatelo sul pollo. Aggiungete una spolverizzata di prezzemolo tritato grossolanamente e portate in tavola.

[20] I sotterranei del Majestic

(Nota: In Italia troviamo più spesso questo romanzo con il titolo “Maigret e il sergente maggiore”)

Una donna viene trovata strangolata nei sotterranei dell’hotel. È una signora francese ma maigret_sergente_adsposata ad un ricco americano e con la sua famiglia risiede nell’albergo. Il giorno seguente viene trovato morto sempre nei sotterranei anche il portiere notturno dell’hotel.
Il barista che ha ritrovato il cadavere, tale Prosper Donge, è sospettato di aver commesso il reato e viene arrestato su ordine del giudice istruttore.
Maigret, non convinto della sua colpevolezza, indaga su tutto il personale che lavora nella struttura e sugli ospiti dell’albergo. L’indagine rivela che tra la donna morta e Prosper Donge c’è stata in passato una relazione dalla quale

è nato un bambino, ritenuto però da tutti figlio del marito americano.
Ricostruendo varie storie del passato di alcuni dipendenti dell’albergo Maigret riesce a scoprire il colpevole nella persona di Jean Ramuel, un contabile dell’albergo, e lo arresta mentre questi sta progettando la fuga all’estero. Jean Ramuel ricattava la donna spacciandosi per Prosper Donge e la uccide per evitare che incontri nuovamente il suo vecchio amante. Il portiere di notte avendo assistito all’omicidio viene anche lui ucciso dal medesimo assassino.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Maigret_e_il_sergente_maggiore

[19] Maigret

Maigret è ormai in pensione da qualche anno, nella sua casa di Meung-sur-Loire. Una mattina viene svegliato dal nipote, Philippe Lauer, figlio della sorella della signora Maigret, che da qualche mese lavora al Quai des Orfèvres. Il nipote racconta che il commissario Amadieu, che aveva preso il posto di Maigret a capo della Brigata speciale, gli aveva assegnato il compito di sorvegliare Pepito Palestrino, titolare del Floria in rue Fontaine, che doveva essere arrestato la mattina seguente per una storia di droga finita con un omicidio. Philippe racconta che mentre era nascosto al Floria ha sentito degli maigret_nipote_2spari che uccidono Pepito. In preda al panico, Philippe fugge ma si imbatte in un uomo che in seguito testimonierà contro il nipote di Maigret. Il commissario decide quindi di tornare a Parigi per togliere dai guai il nipote inesperto e ingenuo.
Il compito di Maigret non è semplice: Philippe infatti viene riconosciuto dal testimone (Audiat) e viene tenuto in custodia cautelare. Maigret comprende subito che il colpevole è Germain Cageot (59 anni), soprannominato il Notaio: si tratta di un ex impiegato di studio legale, diventato capo di una banda di trafficanti che regna nella zona di Montmatre e che si assicura la protezione della polizia agendo da informatore della Buon Costume. Il Floria stesso è in realtà di sua proprietà e Palestrino non era altro che un suo prestanome. L’omicidio si sarebbe svolto nell’ambito di un regolamento di conti che tra Cageot ed alcuni suoi uomini che stavano cominciando volere una fetta di torta più grande (prima un certo Barnabe e poi Palestrino). Grazie all’iniziale aiuto della prostituta Fernande, Maigret comincia ad indagare nei locali dove si muove la banda di Cageot che è composta da un giovane e bel marsigliese di nome Eugene Bernard, Louis il padrone del Tabac-Fontaine, Audiat (che ha testimoniato contro suo nipote), Joseph Audiard (ex cameriere), Colin (gestore di una casa di tolleranza). Il suo compito però è reso difficile dal fatto che deve lavorare senza mezzi né autorità legale e deve fronteggiare anche l’ostilità del suo successore – il commissario Amadieu. Maigret cerca di mettere pressione sulla banda ed in particolare su Audiat, che sembra l’anello debole della banda, ma diventa anche oggetto di una trappola nella quale per poco non ci rimette la pelle. Riesce anche a fare comparire la banda al completo al Quai des Orfevres per un confronto, ma l’interrogatorio viene condotto da Amadieu senza la reale volontà di ottenere una confessione. A questo punto diventa decisivo l’intervento del direttore della polizia a favore dell’ex Commissario che consente a quest’ultimo di potere contare sulla reale collaborazione di Amadieu e di sbrogliare la complicata matassa. Maigret si reca a casa di Cageot e riesce a tenere sollevata la cornetta del telefono in modo che la polizia possa mettersi all’ascolto della loro conversazione. Poi riesce a spingere Cageot ad ammettere la sua responsabilità – come mandante – negli omicidi di Barnabe, Palestrino ed anche Audiat (avvelenato la notte prima). La confessione – ascoltata da Lucas dall’altro capo del filo – porta all’arresto di Cageot. Eugene e Fernande fuggono a Istanbul. Philippe Lauer si dimette dalla polizia e ritorna a vivere in Alsazia.

fonte :  https://it.wikipedia.org/wiki/Maigret_(romanzo)

 

La scheda  e il filmato relativi alla  versione televisiva con Gino Cervi nei panni di Maigret, si trovano QUI

[18] La chiusa n.1

Il vecchio battelliere Gassin esce ubriaco da un bistrot e si avvia verso la sua chiatta ormeggiata nelle vicinanze di una chiusa. Mentre sale sulla barca cade in acqua. Mettendosi ad urlare richiama gente e viene portato in salvo, ma nel frattempo i soccorritori si accorgono che un’altra persona galleggia nel fiume e recuperano anche maigret_chiusa_2questa. Si tratta di Emile Ducrau, il padrone di quella e di altre chiatte e di molte attività della zona collegate ai trasporti fluviali. Portandolo in salvo ci si accorge che è stato pugnalato alla schiena. Viene chiamata la polizia e un paio di giorni dopo compare sulla scena anche Maigret.

In un’atmosfera di silenzi e riluttanze, spicca il carattere di Ducrau, fatto di ordini, di vanterie, dissolutezza e tensione. Egli descrive la moglie come una serva, il figlio Jean come un buono a nulla e la figlia, sposata a un militare di carriera, come una che mira solo ai soldi del padre. Anche i suoi dipendenti sono atterriti da quest’uomo, che pare controllare ogni cosa. Tra gli altri Maigret nota una giovane donna, Aline, strana e mentalmente disturbata e figlia segreta di Ducrau. Essa è anche la madre di un bimbo che però tutti pensano sia un fratellastro nato da una relazione incestuosa con il padre, Gassin. Pochi giorni dopo Jean si suicida autoaccusandosi di aver tentato di uccidere suo padre. E poco tempo dopo è Bébert, l’aiuto-guardiano della chiusa, a esser trovato impiccato. Nel mentre Gassin non fa mistero di volersi vendicare contro Ducrau per un torto subito.

Ducrau invita Maigret nella sua casa di campagna di Samois e lì gli confessa di essersi battuto con Bèbert dopo aver scoperto che è lui il padre del bambino di Aline ma di aver avuto la peggio, per poi riuscire alcuni giorni dopo ad ucciderlo. Jean credeva che il padre del bambino fosse il suo stesso genitore e si è tolto la vita perché pensava che fosse stata Aline a tentare di uccidere Ducrau per vendicarsi dell’abuso.

Nei dintorni della casa compare anche Gassin e Ducrau lo fa entrare per cercare una riappacificazione. Ma Gassin prova ad ucciderlo, senza però riuscirci. I due sembrano rappacificarsi. L’indomani Maigret farà arrestare Ducrau, mentre verrà ritrovato il corpo di Gassin impiccato.

fonte : https://it.wikipedia.org/wiki/La_chiusa_n._1

La scheda e le puntate della versione televisiva con Gino Cervi nei panni di Maigret si trovano QUI